Nov 30, 2012 - Senza categoria    No Comments

Incoerenza

Certo ammetto che la mia è una denuncia da italiano medio basso, con tutto quello che comporta in termini di chiarezza da un lato, ma anche di concretezza dall’altro, nel senso che fino ad oggi ho saputo garantire alla mia famiglia le cose essenziali con redditi bassi, perché non è detto che, con tutta la buona volontà possibile, sia facile addentrarsi in fatti che non si vivono in prima persona. Ed è per questo motivo che se io dovessi dare una ricetta per il mio paese, comincerei dall’essere coerente cambiando le cose che non possiamo permetterci o cambiando gli uomini che hanno fatto in modo che non ci permettessimo cose che io ritengo fondamentali. E molto importante essere chiari e quindi cosa sono quelle cose che non possiamo permetterci?

Lo stato (noi) non riesce a garantirci di essere tutti uguali davanti alla legge (tranne eccezioni). Tutti abbiamo più o meno coscienza di questa anomalia, ma di fatto la scritta “la legge è uguale per tutti” continua ad essere impressa nei nostri tribunali.

Il lavoro, deve essere qualcosa di molto speciale per l’Italia tanto da essere menzionato nell’art. n. 1 , ma di fatto cosa vuol dire quest’articolo 1?. Io non riesco a trovare definizioni chiare ed inequivocabili nella nostra Costituzione, tranne naturalmente le eccezioni.

L’art. 2 ci dice che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, ma poi non ci dice quali. Non ci dice neanche che alcuni non diritti, a volte sono leggermente tollerati in nome della mancanza di denaro.

L’art. 4 recita questo: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Nella prima parte l’art. 4 e molto chiaro riconosce il lavoro come un diritto, tanto da fare in modo che sia reso effettivo.INCOERENZA-O-RISPARMIO-ENERGETICO-a29294876.jpg

Nella seconda parte e come se dicesse: noi il lavoro te l’ho troviamo ma tu non puoi rifiutarlo se è coerente con le tue possibilità.

Ma in Italia hanno tutti un lavoro? E garantito a tutti questo diritto?

Dico questo perché l’art. 28 sembra anche lui molto chiaro, quasi una continuazione a tutto ciò che parla di diritti in qualche modo tralasciati e recita così: I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

Ma allora cosa significa diritto? Ho voluto consultare un vocabolario, e queste sono le definizioni: che corrisponde a quanto stabilito per legge; complesso di norme imposte con provvedimenti legislativi o vigenti per consuetudine; il principio per cui ogni individuo deve essere messo in condizioni di conoscere la norma giuridica alla quale la sua azione è assoggettata, poiché diversamente, la norma non sarebbe un imperativo per l’azione, bensì coercizione pura e semplice.

Considerato che abbiamo appurato che diritto e sinonimo di qualcosa che spetta perché così ha stabilito la legge, considerato che il lavoro rientra in questa definizione di diritto perché mai nessuno in modo inequivocabile è intervenuto per scindere le responsabilità nei casi in cui questo diritto viene negato?

Mi spiego meglio, se ad una persona lo Stato trova  un lavoro, questo ha il dovere come recita l’art. 4 di svolgerlo se rientra nelle sue possibilità, c’è qualcuno che può dire di chi sono le responsabilità se questa persona è ancora disoccupato?

Noi per tanti anni, siamo stati complici, forse per paura e per convenienza dei fatti sopra descritti, cioè dell’incoerenza totale delle cose.

Incoerenzaultima modifica: 2012-11-30T17:34:00+01:00da evitamina
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