Set 5, 2012 - sfoghi    No Comments

Lettera aperta al Ministro Elsa Fornero

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Al ministro del lavoro

Elsa Fornero

 

 

Oggetto:http://www.youtube.com/watch?v=Q3h9U7TSlU8

 

Ministro Fornero min. 00:01 -00:30

 

Guardi, faccio una cosa molto semplice, prima della riforma, la nostra spesa sul prodotto interno, quindi su tutto quello che si produce nel paese, del valore di ciò che si produce nel paese, aveva un andamento sempre crescente, come una famiglia che si trovasse a spendere per la propria casa una frazione sempre crescente, ha senso? Non ha senso”.

 

Ministro Fornero min. 01:47 – 02:15

 

L’uso politico del sistema pensionistico è un dato largamente conosciuto: è stato fatto

per troppo tempo, ha portato a molti guasti dal punto di vista di quello che lei ha

chiamato spesa complessiva, troppa, perché promettere pensioni è un bel gesto e

certamente aumenta la popolarità di chi promette le pensioni; non la popolarità di chi

le taglia”.

 

Ministro Fornero min. 06:14 – 07:02

 

Non è che le leggi siano sacre, spesso le leggi creano dei guasti anziché creare dei percorsi virtuosi.

Ma noi non ci andiamo. Voi interpretate troppo facilmente le misure del Governo,

come misure “contro”. Io mi sforzo e questo veramente… Mi sforzo di far capire che

c’è molto “per”, molto “a favore” di quello che non vedete che è l’allontanamento dal

baratro: stavamo correndo un grosso rischio tutti e non è che anche i redditi medio bassi erano esenti da questo rischio. Aver ridotto fortemente questo rischio è qualcosa

che è “per” il Paese non è “contro”.

 

Ministro Fornero min. 07:54 – 09:46

 

Sì, sì, sì: è severa, non c’è dubbio che è severa. Però io vorrei che i telespettatori”.

Bravo, mi piace che lei dica questo. Lei dice “ricade sulla vita delle persone” e io dico:

è vero. Però non ci si domanda qual era l’alternativa; la vita delle famiglie avrebbe

potuto essere sconvolta anche assai più duramente di quanto non sia stata sconvolta

dalla riforma pensionistica perché, per esempio, il Governo si sarebbe potuto trovare

nell’impossibilità di pagarle le pensioni.

Ma io ci arrivo…Noi facevamo tutti un certo lavoro; siamo stati chiamati a far parte di

un governo tecnico, perché? Perché c’era un lavoro sgradevole da fare: non perché si

potevano distribuire caramelle, perché se si fosse trattato di distribuire caramelle,

beh, lo avrebbero fatto i politici di prima, non avevano bisogno di chiamare qualcuno

che stava prima a fare un altro lavoro. E questi guasti…

Il debito pubblico.. Spesso si, lo hanno fatto. Il debito pubblico. Noi abbiamo questo

debito pubblico non per caso: tutto frutto di leggi. Qualche volta erano semplicemente

miopi, qualche vota erano clientelari: belle e buone clientelari.

 

A questo punto vorrei chiarire due termini sopra citati:

 

  • Miope: Che ha scarsa capacità di vedere le cose nei loro possibili effetti e sviluppi, che manca di perspicacia, di lungimiranza, e sim.: avere un intelletto m. (o essere m.d’intelletto); governanti m.; agire da m.; estens., di ciò che rivela miopia intellettuale: mvisione di un problemapolitica miope.

 

 

  • Clientela/ri: Per analogia, complesso di seguaci e sostenitori di personaggi autorevoli o di famiglie potenti, e oggi più spec., in senso spreg., il seguito che esponenti politici si formano attraverso protezioni e favori di vario genere concessi in cambio dell’appoggio alle elezioni. 

Fonte: www.treccani.it

 

Ora signor ministro alla luce di quello che Lei ha detto nell’intervista allegata sopra, alcune considerazioni sorgono spontanee.

La prima considerazione, visto che nell’intervista centra spesso il termine pensioni con tutte le sue desinenze: io non so quanto si è risparmiato e quanto si risparmierà con la manovra sulle pensioni, però le chiedo, perché il governo con il sottosegretario Gianfranco Polillo ha dato parere negativo all’emendamento 6.07 presentato il 20/06/2012 in affari costituzionali della Camera dal parlamentare Guido Crosetto? Fonte: http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-6f294e04-9d12-409b-86b7-3f3d30aecfb6.html?refresh_ce

Sono quasi 100.000 le pensioni d’oro per una spesa complessiva di 13 miliardi di euro circa. Ora se per un attimo consideriamo che il sistema Italia, si sarebbe potuto trovare nell’impossibilità di pagarle queste mega pensioni, non si spiega il parere negativo del sottosegretario Polillo, che invece avrebbe dovuto fare tesoro della superficialità o malafede dei governi passati (oggi in buona parte al parlamento) e d’accordo con tutto il governo avrebbe dovuto portare alle camere la proposta del taglio delle pensioni d’oro e magari porre la fiducia, dando così la possibilità di trovare tanti soldini la dove c’è ne sono un po’ di più.

 

Visto che la leggi non sono sacre e invece di creare percorsi virtuosi, talvolta creano disuguaglianze allontanando il paese della democrazia, cosa avete pensato visto che non possiamo permetterci uno tra i poliziotti più pagati al mondo come Manganelli.

Come si è pensato e manovre severe o dure che siano non si capisce perché a partire del mese successivo alla manovra, lo stipendio di questo fortunato poliziotto non doveva diminuire di due terzi, rimanendo sempre tra i più pagati del globo.

 

Vogliamo parlare della legge che ha portato allo scudo fiscale?

Signor ministro la maggioranza che vi sostiene e la stessa che ha fatto un regalo a tutte quelle persone che sono riusciti a non far vedere i loro soldi accumulati come non ci è dato sapere e sono stati fatti rientrare pagando solo il 5%.

 

Io e la mia famiglia abbiamo pagato il 23% (credo) con un reddito complessivi di € 19.000,00

 

Lei ha pianto commuovendosi in diretta mentre illustrava la manovra con i relativi sacrifici che i cittadini dovranno fare, e perché li dovranno fare? Perché la maggioranza che vi sostiene (quindi voi avete accettato in qualche modo questo gioco politico)si è distratta sugli interessi dei più e riuscendo nell’ardua impresa :” essere forte con i più deboli e debole con i più forti”.

 

Voi come governo spalleggiati dai partiti avete regalato le commissioni alle banche, servendovi di atteggiamenti di cui non riesco a trovare neanche i termini.

 

Da alcuni nostri comportamenti non riusciamo a scappare, e con questi dobbiamo confrontarci specialmente quando rimaniamo soli con noi stessi.

 

Come si fa a togliere a chi ha di meno e dare a chi ha di più.

 

Personalmente sostengo che la vita di un uomo prende il suo significato, quando a fatto tutto per lasciare in eredità al suo prossimo un mondo migliore.

 

 

 

 

 

Ago 30, 2012 - Senza categoria    No Comments

E strano pensare che il rimedio sta nel fallimento

L’Argentina ha finito di pagare il suo debito.
A poco più di dieci anni dal default, un crack del valore di oltre 100 miliardi di dollari, Buenos Aires ha onorato l’impegno preso con i detentori delle obbligazioni che in seguito a quella crisi e si trasformarono in carta straccia. Con il Corralito, il nome con cui vennero etichettate le misure economiche adottate dal ministro dell’Economia Domingo Cavallo a fine 2001 per tamponare gli effetti  della crisi, si cercò di porre un freno alla corsa agli sportelli congelando i conti bancari e proibendo il prelievo dai conti in dollari americani.

I risparmiatori si trovarono allora di fronte a due scelte: convertire i depositi in pesos – una valuta dal valore crollato – per accedere a quanto era rimasto dei risparmi, oppure accettare in cambio il titolo Boden 2012 in valuta Usa, un pezzo di carta che conteneva la promessa che il governo avrebbe ripagato l’ammontare in dollari nel corso dei 10 anni successivi. Il Corralito venerdì è stato definitivamente sepolto dal pagamento dell’ultima tranche del debito.

“Non è un giorno qualsiasi nella storia del calendario delle scadenze del debito pubblico”, ha detto il giorno prima il ministro dell’economia Hernan Lorenzino, ricordando che quel nome “è stato il simbolo della peggior crisi economica e sociale della quale abbiamo memoria”. Durante le celebrazioni, giovedì, del 158esimo anniversario della Borsa di Buenos Aires, anche la “presidenta” Cristina Fernandez ha voluto celebrare questa pietra tombale messa sul debito argentino: “Non ho avuto nulla a che vedere con tale passo (le misure economiche del 2001-2002, ndr), ma con il pagamento dell’ultima quota del Boden saremo più liberi”, ha affermato.

Ma se non fu l’attuale capo di Stato a decidere l’istituzione di quei titoli, sono stati lei e il defunto marito e predecessore, Nestor Kirchner, a promuovere e portare avanti la politica di ‘sdebitamento’ che ha portato l’Argentina a onorare il suo debito con i risparmiatori attraverso la ristrutturazione, con tagli del 70% del debito estero (accettata dal 96% dei possessori di bond) e l’estinzione, con le riserve nazionali, dei circa 10 miliardi di dollari dovuti all’Fmi.

Una politica che ha tirato fuori l’Argentina dalla palude dell’indebitamento facendola diventare una potenza economica in costante crescita. Il pagamento del debito, ha affermato Cristina, “ci ha assicurato una indipendenza immensa dall’attività dei mercati”. Un’esperienza che dovrebbe insegnare qualcosa ai Paesi che oggi in Europa,vivono una crisi che ricorda molto da vicino quella che portò al default di Buenos Aires. Lo ha sottolineato la stessa “presidenta”, che ha messo in guardia il Vecchio Continente: “C’è una incredibile crisi speculativa (nel mondo, ndr) come poche volte si è vista, causata da una crisi che noi conosciamo bene”.

Un fatto che “non conosce precedenti, sono fuggiti dalla Spagna capitali per 200miliardi di dollari, Francia e Germania nella terza settimana del mese hanno collocato il debito allo 0,007 a tre mesi e dopo, la settimana successiva, lo hanno portato allo 0,003 per cento (…) questo per pagare la gente, per fargli tenere i soldi nelle banche”, ha sottolineato Cristina, puntando il dito contro i colossi finanziari responsabili della crisi, quella che 11 anni fa colpì l’Argentina e quella che oggi attanaglia l’Europa. Da Buenos Aires arriva un segnale, un avvertimento all’Europa. Ma soprattutto viene un insegnamento: il modello argentino ha avuto successo, e in un contesto di crescita economica e di rafforzamento delle reti di protezione sociale, senza l’imposizione delle misure di austerity che oggi stanno invece mettendo in ginocchio i popoli europei.

Fonte:www.disinformazione.it

Una storia non uguale ma che ha delle buone similitudini viene da un paese del nord e precisamente l’ISLANDA.

Valutate voi stessi per vedere quale potrebbe essere il male minore, un debito senza fine  pensate a qualcosa di molto più piccolo un negozio, una famiglia o una persona indebitata che non riesce a pagarsi il suo debito senza volerlo.

O un cambio di marcia cambiando le regole in corso d’opera, con la motivazione che se si mantengono queste regole del gioco milioni di persone perderanno la propria tranquillità in termini economici; tutto questo a favore migliaia di persone che si vedrebbero più ricchi da un giorno all’altro.

Ago 27, 2012 - opinioni    No Comments

Sarà tutto vero?

Non possiamo più dire che siamo a corto di informazioni. Ai giorni nostri la difficoltà sta nel scegliere l’informazione esatta.

Il filmato che segue, che si trova facilmente in rete contiene un informazione sull’energia.

Ora la domanda è: se il video contiene delle verità come mai si sceglie di non vederla?


Alla luce di questa informazione ed a altre, rispesto a governi e opposizioni viene in mente la frase di Marck Twain ” Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare”

Vogliamo accontentarci di questo?

Ago 12, 2012 - Senza categoria    No Comments

COSA E SUCCESSO IN CENTO ANNI

Noi chiediamo l’abolizione del reddito ottenuto senza lavoro e senza fatica. Abolizione della schiavitù dei prestiti ad interesse.

Noi chiediamo che venga creata e conservata una sana classe media; che i grandi magazzini vengano subito collettivizzati ed affittati a basso prezzo a piccoli commercianti; che si aiutino tutti i piccoli commercianti mediante le forniture allo Stato

. Noi chiediamo la lotta a fondo contro coloro che esplicano attività dannose per l’interesse della comunità. Coloro che commettono delitti contro il popolo. gli usurai, i profittatori ecc. devono essere condannati a morte, senza distinzione di confessione o di casta.


NB Chi avrà chiesto questi punti?

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La casa di famiglia è una necessità imprescindibile per un popolo civile e al tempo stesso, una fonte di spese . 

 

le banche siano al servizio del popolo e vengano punite quando violano il principio dell’economia nazionale. In tale contesto ribadiamo la necessità di socializzare la Banca d’Italia. 

 

La prima casa, la proprietà agricola di famiglia, le imprese piccole e medie devono essere dichiarate elementi fondamentali dell’economia nazionale e in quanto tali, inalienabili e inespropriabili .

Tutti coloro che sono stati rovinati dal potere bancario e dalla eccessiva pressione fiscale o che rischiano di esserlo in futuro vengano protetti o reintegrati nel possesso della proprietà.

Le proprietà già espropriate devono essere restituite (fatte salve le giuste spese) come beni sottratti per mezzo dell’usura

 

una vera rivoluzione monetaria con la fine del signoraggio bancario che espropria il popolo e lo stato del loro denaro e crea inflazione continua, è possibile. Noi vogliamo per contro che il denaro venga dichiarato proprietà esclusiva del popolo che lo usa e gli attribuisce valore, cancellando così il debito pubblico attuale verso le banche di emissione e abbassando di conseguenza le tasse di circa il 50%. Noi chiediamo pertanto l’introduzione di una Moneta di Popolo esente da debito e signoraggio che affianchi da subito l’attuale moneta-debito.

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Tra l’altro in Italia dal 1942 al 46 furono stampate 917,7 milioni di Am-lire, per un peso di 758 tonnellate, che furono spedite in Italia in 23.698 casse. Il primo invio, 7 tonnellate di carta moneta, ebbe luogo il19 luglio 1943 su due aerei da carico; l’ultimo invio fu effettuato il 17 aprile 1945 ( NO PRESTITO) ma questa è altra storia

 

Tutti i biglietti riportano sul retro, in inglese, le quattro libertà sancite nella costituzione degli Stati Unitifreedom of speech (libertà di parola), freedom of religion (libertà di religione),freedom from want (libertà dal bisogno), freedom from fear (libertà dalla paura)

Dal 1946 cessarono di essere moneta di occupazione e si usarono insieme alle banconote normali, sino al 3 giugno 1950.

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Nell’aprile del 1927 in Italia  fu pubblicata la Carta del lavoro, uno dei documenti fondamentali del fascismo. Secondo il suo autore principale, Giuseppe Bottai, grazie a questa carta l’Italia si trovò ad essere il paese più avanzato del mondo nel campo della legislazione del lavoro. Con essa fu istituito il tribunale del lavoro, col compito di giudicare i conflitti fra capitale e lavoro al di fuori delle rivendicazioni violente di tutte le classi sociali, in quanto non tollerando lo Stato nessuna forma di giustizia privata, sia in campo civile che penale, questa sarebbe stata vietata anche sul luogo di lavoro (decisione in cui rientrano i divieti di scioperi e serrate del 1926).

Nel 1929 l’Italia subì relativamente poco, rispetto alle altre nazioni europee, gli effetti dellaGrande depressione, grazie al sistema bancario solido, all’economia protezionista e poco improntata agli scambi finanziari ed al commercio internazionale ed all’economia ancora principalmente improntata sul settore primario.[23] Comunque sia, nella contingenza internazionale, i prezzi diminuirono, la produzione rallentò e la disoccupazione salì dai 300.787 individui del 1929 a 1.018.953 nel 1933.[24]

Fu in questo frangente che il Fascismo operò una svolta economica in senso nazionale e protezionista: nazionalizzò le holding delle grandi banche, che avevano accumulato notevoli quantità di titoli industriali approfittando della crisi,[25] emise nuovi titoli per garantire un credito alle banche e si garantì il controllo dei prezzi in conformità con l’interesse nazionale.[26]

Vennero costituiti enti pubblici, tra i quali il più importante fu l’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) (1933). Questo andò a raccogliere tutte le partecipazioni statali in banche ed imprese private, divenendo proprietario delle maggiori banche italiane (tra cui il Banco di Roma, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia)[27], e del 20% dell’intero capitale azionario nazionale (detenendo tra l’altro la proprietà di AnsaldoIlvaCantieri Riuniti dell’Adriatico,SIPSMETerniEdison,…), tra cui il 75% della produzione di ghisa e il 90% dell’industriacantieristica navale.[23] Tanto che nel 1935 Mussolini si vantò del fatto che tre quarti delle imprese italiane dipendessero dallo Stato.[28] Una delle prime azioni in questo senso fu il salvataggio del complesso metallurgico Ansaldo con un finanziamento di 400 milioni di Lire.

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Sia chiaro: la moneta circola grazie alla pubblica fiducia e perché lo Stato sanziona con norme penali chiunque stampa ed immette in circolazione moneta falsa. Ne viene che la moneta circola grazie all’autorità dello Stato. E questo sarebbe il “signoraggio”, una delle manifestazioni della “sovranità” dello Stato. In Italia, poiché la “sovranità” è riposta nel “popolo”, è al “popolo sovrano” che dovrebbe essere riconosciuto il “signoraggio”, quella particolare potestà di stampare moneta ed immetterla in circolazione.

Questo in teoria e fino ad un certo punto. Fu così che si stabilì durante il Fascismo. Poi venne la guerra e la disfatta, ma la legge bancaria non cambiò. Dai “fascisti” si passò agli “antifascisti”, ma la legge bancaria non subì mutamenti. Solo che, dai 1990 in poi, subentrarono i “servitori delle banche” (gli Amato, i Ciampi, i Dini, i Prodi e Compagnia cantante): le banche di “diritto pubblico” furono vendute a privati. E furono vendute senza avere l’accortezza di stornare altrove le azioni della Banca d’Italia, in mano alle stesse. Con la conseguenza che la Banca d’Italia non è più del “popolo italiano”, ma di alcune banche private.

Io non so dove “ha studiato” Franceschini. (“Litighiamo pure tra maggioranza ed opposizione, ma lasciamo fuori la Banca d’Italia. Nessuno ne tocchi l’autonomia e la libertà”)Noto, però che, così dicendo, non rispetta i “fascisti”, ma non rispetta neppure gli “antifascisti”. E mi confermo che “quel giuramento davanti ai martiri ferraresi uccisi dai fascisti” fosse solo una “lugubre pagliacciata”. Era “legge fascista” che le principali banche italiane (a principiare dalla Banca d’Italia) fossero di “diritto pubblico”. Legge fascista che gli antifascisti lasciarono immutata. E tale restò fino al 1990. Furono i “servitori dei banchieri” a stravolgerla vendendo le banche ai privati. E, con le banche, anche le azioni della Banca d’Italia. Resta la domanda: con chi sta Franceschini, leader del PD? Non con i “fascisti”. Non con gli “antifascisti”. Che Franceschini stia coi banchieri?

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Strane faccende che ci portano in un momento difficile per l’Italia a fare:

• CACCIA F-35. L’Italia ha una commessa di 15 MILIARDI DI EURO per l’acquisto dagli Stati Uniti d’America di 135 caccia F-35 (costo unitario ben 124 milioni di euro!)

• EUROFIGHTER. L’Ultima trance del programma (già spesi 13 miliardi di euro) per il caccia Eurofighter costerà all’Italia 5 MILIARDI DI EURO.

• AEREI SENZA PILOTI: Il nostro governo intende acquistarne 8. Costo complessivo 1,3 MILIARDI DI EURO.

• ELICOTTERI. L’Italia sta acquistando 100 nuovi elicotteri militari NH-90: costo complessivo 4 MILIARDI DI EURO

• NAVI DA GUERRA. L’Italia ha acquistato 10 fregate ‘FREMM’ costo complessivo 5 MILIARDI DI EURO

• SOMMERGIBILI. Il nostro paese sta acquistando 2 sommergibili militari: costo 1 MILIARDO DI EURO.

• SISTEMI DIGITALI PER L’ESERCITO: Il progetto «Forza Nec» serve a dotare le forze di terra e da sbarco di un sistema di digitalizzazione. Solo la progettazione in atto costa 650 milioni. La stima di spesa complessiva è intorno a 12 MILIARDI DI EURO.

Solo con la scelta di tagliare i nuovi programmi per l’acquisto di armamenti si potrebbe arrivare ad un risparmio di spesa di circa 43,3 MILIARDI DI EURO. Quasi il doppio della cifra che il governo intende prelevare operando un vero e proprio DISASTRO SOCIALE e riducendo drasticamente il potere di acquisto delle famiglie a reddito medio basso, i servizi sociali e usando gli enti locali come un bancomat per il Ministero dell’Economia.

Ma non basta perchè a queste misure si aggiungono altre proposte per tagliare la SPESA pubblica e gli SPRECHI senza tagliare il benessere dei cittadini.

• SCUDO FISCALE: Portando l’aliquota dello scudo fiscale al 20% si possono recuperare altri 7 MILIARDI DI EURO.

• OPERE INUTILI: Tagliando le opere inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina, si possono risparmiare 8 MILIARDI DI EURO.

• OPEN SOURCE: Utilizzando software non proprietario nella Pubblica Amministrazione si possono risparmiare circa 400 euro per ogni computer: Complessivamente per tutta la PA si arriva a 3 MILIARDI DI EURO.

• SPRECHI E COSTI POLITICA: Tagliando il 70% delle ‘auto blu’ e con la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali e dei parlamentari con i relativi vitalizi in tutt’Italia si arriva a risparmiare 7 MILIARDI.

Tagliando opere inutili, facendo pagare il giusto a chi ha evaso il fisco portando capitali all’estero (Scudo Fiscale), riducendo seriamente i costi della politica si possono risparmiare altri 25 MILIARDI DI EURO.
     

IL TOTALE E’ SCONVOLGENTE: Con tutti questi MILIARDI non solo si potrebbero rimettere in sesto i conti pubblici senza sforbiciare i redditi delle classi medio- basse ma avremmo a disposizione ingenti risorse per rilanciare la nostra economia puntando sulla green economy (rinnovabili, efficienza, bonifiche, dissesto idrogeologico, mobilità pubblica), sulla ricerca sull’innovazione e sulla qualità dei servizi e della vita.

Ago 9, 2012 - Senza categoria    No Comments

L’ITALIA

 

 

L’Italia è composta di 20 regioni, 110 province e 8092 comuni. Nel nostro Paese ci sono comuni (Roma) di 2.761.477 abitanti e comuni (Padesina) di 34 abitanti.

 

L’Italia ha un debito pubblico che aumenta di 3.950 euro al secondo.

L’italia nell’ultimo censimento conta 60.813 316 (nov. 2011)

 

L’istruzione, almeno fino al 2009 era così argomentata:

   782.342…………………………ANALFABETI

 5.199.237………………………..PRIVI DI TITOLI DI STUDIO

13.686.021……………………….LICENZA ELEMENTARE

16.221.737……………………….LICENZA MEDIA

 

Questa è una fotografia indicativa sulla situazione italiana

L’Italia è il fanalino di coda in assoluto per i laureati in europa

Ora se il nostro paese fa parte dei 8 paesi più industrializzati al mondo (G8), vorra dire qualcosa.

Se consideriamo questa informazione vera, la nostra classe dirigente, avrà fatto degli errori, e come ha detto il ministro del lavoro Elsa Fornero (Report 25/03/2012) Il nostro debito pubblico non è li per caso, è frutto di leggi qualche volta semplicementi miopi, qualche volta sono stati frutto di leggi clientelari. (qualcuno ha ricevuto, a molti è stato tolto).

 

Credo è arrivato il momento di prenderci il maltolto.

 

P.S. Un seme è stato piantato

 

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