Feb 5, 2013 - Senza categoria    No Comments

L’Italia che vorrei.

Piramide socialeE naturale che ognuno tenti di difendere ciò che ha. Questa forma di protezione, solitamente avviene prima ancora di riflettere se questo secondo noi sia giusto o sbagliato.

Analizziamo la tutela sul lavoro, ed il cosidetto articolo 18. Il linea di massima se una azienda è grande da avere al suo interno più di 15 dipendenti, il lavoratore può impugnare un eventuale licenziamento ed il giudice valutanto la fine del rapporto di lavoro ingiustificata può ordinarne la riassunzione.

Vorrei inserire un dato, nel 2010 è stato impugnato un licenziamento e la prima udienza è stata fissata a ottobre 2013.

Questo lo definirei un deterrente al licenziamento, qualunque fosse la causa, perché vincere o perdere in un tribunale non è mai scontato.

Ma quante persone sono effetivamente tutelate dall’articolo 18? Secondo una delle ultime ricerche ISTAT, il tessuto produttivo italiano è composto per il 95% di imprese con meno di 10 dipendenti, di cui il 65,2% a carattere individuale.

Secondo voi se questi dati verrebbero confermati al 100% dai detentori dell’art.18 cambierebbe qualcosa? No, credo proprio di no, perché ognuno di noi non è disposto a dividere il nostro acquisito privilegio con nessuno.

Ora è sensato che basti che un genitore può permettersi gli alimenti ai propri figli anche se minorenni può decidere di abbandonarli? No! Secondo me non è giusto ma è quello che succede realmente. E giusto che uno che lavori prende gli assegni familiari e chi non lavora non li percepisce? No! Secondo non è una cosa giusta ma e quello che avviene.

Ha senso buttare via centinaia di milioni di euro sotto forma di rifiuti, molti di questi riciclabili e in più pagare anche la discarica? Certamente no, ma questo è quello che succede quotidianamente.

E ora che cominci ha funzionare la bilancia della coerenza e della giustizia, facendo sentire forte che un cambiamento, anche se ha prima vista svantaggioso, conviene.


Gen 1, 2013 - opinioni    No Comments

Siamo anche il frutto di certe affermazioni

Giulio Andreotti, parlamentare dal 1948 al maggio 1991.

Dal giugno 1991 senatore ha vita. Senza alcun dubbio la condizione del nostro paese, passa anche attraverso le scelte fatte da quest’uomo.

Nessuno di noi ha il diritto di giudicarlo nella sua interezza come essere umano, si possono però criticare alcune sue affermazioni.

Dic 21, 2012 - opinioni    No Comments

Storia d’Italia

Noi cittadini italiani, come tutti i cittadini del nostro pianeta, siamo il risultato di tutti i comportamenti passati.

Se il risultato è positivo, vuol dire che i comportamenti avuti nel passato sono stati ineccepibili, qualora il risultato fosse negativo, significa che la classe dirigente di allora ci deve qualcosa, bisogna solo stabilire se si deve  aggiungere al debito che hanno contratto con i cittadini italiani, l’aggravante del dolo o l’attenuante della non professionalità e di conseguenza della superficialità alla conduzione del paese ITALIA.

Dic 1, 2012 - Senza categoria    3 Comments

La storia torna a ripetersi?

Il video, non vuole essere come un mezzo pubblicitario di un sistema che generò la perdita di molta vite umane.

Esso vuole solamente aggiungere un punto di vista. In europa abbiamo creato il sistema euro, naturalmente chi lo ha ideato ha avuto in mente come scopo finale, il popolo e cioè che esso avesse potuto trarre profitto da questa idea.

Personalmente credo che in tutto il pianeta ci si organizza o si aggiungono nuove idee in materia economica-finanziaria affinché sia il popolo a trarre i maggiori profitti.

La domanda che io mi pongo è, ci si riesce sempre a dividere i profitti delle nostre idee con la platea più numerosa (il popolo)?

Nov 30, 2012 - Senza categoria    No Comments

Incoerenza

Certo ammetto che la mia è una denuncia da italiano medio basso, con tutto quello che comporta in termini di chiarezza da un lato, ma anche di concretezza dall’altro, nel senso che fino ad oggi ho saputo garantire alla mia famiglia le cose essenziali con redditi bassi, perché non è detto che, con tutta la buona volontà possibile, sia facile addentrarsi in fatti che non si vivono in prima persona. Ed è per questo motivo che se io dovessi dare una ricetta per il mio paese, comincerei dall’essere coerente cambiando le cose che non possiamo permetterci o cambiando gli uomini che hanno fatto in modo che non ci permettessimo cose che io ritengo fondamentali. E molto importante essere chiari e quindi cosa sono quelle cose che non possiamo permetterci?

Lo stato (noi) non riesce a garantirci di essere tutti uguali davanti alla legge (tranne eccezioni). Tutti abbbiamo più o meno coscienza di questa anomalia, ma di fatto la scritta “la legge è uguale per tutti” continua ad essere impressa nei nostri tribunali.

 

Il lavoro, deve essere qualcosa di molto speciale per l’Italia tanto da essere menzionato nell’art. n. 1 , ma di fatto cosa vuol dire quest’articolo 1?. Io non riesco a trovare definizioni chiare ed inequivocabili nella nostra Costituzione, tranne naturalmente le eccezioni.

 

L’art. 2 ci dice che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, ma poi non ci dice quali. Non ci dice neanche che alcuni non diritti, a volte sono leggermente tollerati in nome della mancanza di denaro.

 

L’art. 4 recita questo: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

 

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Nella prima parte l’art. 4 e molto chiaro riconosce il lavoro come un diritto, tanto da fare in modo che sia reso effettivo.INCOERENZA-O-RISPARMIO-ENERGETICO-a29294876.jpg

Nella seconda parte e come se dicesse: noi il lavoro te l’ho troviamo ma tu non puoi rifiutarlo se è coerente con le tue possibilità.

Ma in Italia hanno tutti un lavoro? E garantito a tutti questo diritto?

Dico questo perché l’art. 28 sembra anche lui molto chiaro, quasi una continuazione a tutto ciò che parla di diritti in qualche modo tralasciati e recita così: I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

Ma allora cosa significa diritto? Ho voluto consultare un vocabolario, e queste sono le definizioni: che corrisponde a quanto stabilito per legge; complesso di norme imposte con provvedimenti legislativi o vigenti per consuetudine; il principio per cui ogni individuo deve essere messo in condizioni di conoscere la norma giuridica alla quale la sua azione è assoggettata, poiché diversamente, la norma non sarebbe un imperativo per l’azione, bensì coercizione pura e semplice.

Considerato che abbiamo appurato che diritto e sinonimo di qualcosa che spetta perché così ha stabilito la legge, considerato che il lavoro rientra in questa definizione di diritto perché mai nessuno in modo inequivocabile è intervenuto per scindere le responsabilità nei casi in cui questo diritto viene negato?

Mi spiego meglio, se ad una persona lo Stato trova  un lavoro, questo ha il dovere come recita l’art. 4 di svolgerlo se rientra nelle sue possibilità, c’è qualcuno che può dire di chi sono le responsabilità se questa persona è ancora disoccupato?

Noi per tanti anni, siamo stati complici, forse per paura e per convenienza dei fatti sopra descritti, cioè dell’incoerenza totale delle cose.

Nov 25, 2012 - Senza categoria    No Comments

Il popolo vuole un cambiamento? Rischiamo per primi.

piramide-potere-famiglie-più-ricche.jpgVenerdi 23 novembre la cassazione penale ” Beni dell’evasore fiscale confiscati in misura pari all’imposta evasa più le sanzioni”. Linea dura della Suprema Corte: la misura colpisce tutti gli averi dell’evasore.

Mi pare giusto se questa presa di posizione non avesse due pesi e due misure, tra l’altro chi evade e gode dei diritti e come se inzuppasse i suoi biscotti del tuo caffèlatte senza chiederlo.

Ma veniamo a quello che la popolazione potrebbe fare mettendosi in gioco in prima persona, magari una linea dura solo per qualche anno e dopo rimetterci sul nostro cammino.


Questa proposta vuole prendersi in carico di mettere sotto la lente d’ingrandimento le fondamenta o la struttura essenziale dello Stato.

A questo punto una domanda potrebbe sorgere spontaneamente e cioè, la nostra Costituzione è brutta? Al contrario, questa è la prima risposta che mi viene in mente. Ma allora cosa mi porta a fare una simile affermazione, credo che dopo 65 anni (la Costituzione, venne votata a scrutinio segreto il 22 dicembre 1947) è arrivato il momento di discernere l’atto statale avente forza di legge.

Ogni cosa che possiede l’uomo, materiale o morale più è preziosa più deve avere la possibilità di mantenere tale tesoro. A questo proposito vorrei fare un esempio: se una persona possiede il prezioso dono di essere onesto deve poter mantenerlo giorno dopo giorno e magari se a qualcuno davanti a lui gli cade una borsa che contiene un milione di euro, deve fare una scelta che lo porterà, a perdere il suo prezioso dono dell’onestà o a mantenerlo.

Gli italiani hanno avuto in dono una tra le più belle costituzioni che ci sono al mondo, in questi 65 anni la maggior parte della popolazione a detto chiaramente (non con le parole, ma con i comportamenti tenuti giorno dopo giorno, cosa che considero più grave),noi non riusciamo a gestire questo nobile e prezioso dono.

E quali sono i comportamenti per cui è stato detto di non saper mantenere tale dono.

L’Italia in meno di trent’anni fece due rovinose guerre e l’ultima fu una grande sconfitta, tuttavia il nostro paese si rialzò dignitosamente già dal 1962 faceva parte del gruppo G10, un organizzazione che riuniva i paesi economicamente più importanti sul pianeta e dal G7 che nacque nel 76 ed era formato dai paesi più industrializzati del momento.

Quell’Italia, per fortuna, per carattere o per una buona classe dirigente c’è l’aveva fatta.

Quell’Italia che aveva messo prima di ogni cosa l’uomo, perché credeva che con il buon senso o la voglia di affrontare un cammino dignitoso, avrebbe saputo sciogliere i suoi nodi al momento opportuno.

E invece col passar del tempo si cominciavano a delineare atteggiamenti (col senno di poi prevedibili)  che danneggiavano il motore del paese.

L’uomo degli anni 70/80 è un uomo diverso è un uomo che ha perso lo sguardo di chi vuole farcela. Perché questo cambiamento, cosa è successo? E successo che quell’uomo si sente infallibile, quell’uomo non accosta a quella costituzione a quelle fondamenta supporti logistici affinché questo momento crei stabilità a lungo termine.

No quell’uomo e mi riferisco a tutti, ha rosicchiato, spolpato ognuno dalle proprie posizioni quel dono dal valore inestimabile che è la Costituzione usandola a suo uso e consumo, naturalmente più alte sono le posizioni nella piramide della società e più grandi sono le responsabilità acquisite. Adesso è il momento di pagare.

Eccoci arrivati ai nostri giorni, ci ritroviamo tutti nella piramide sociale sotto una coperta che non riesce a coprire la sua base. Ancora una volta gli inquilini dei piani alti essendo i più agevolati sfornano soluzioni per allargare il perimetro della coperta, ma lo fanno rimanendo nelle loro medesime posizioni. Succede che ancora una volta i comportamenti umani lasciano trasparire qualcosa, e nello specifico ci dicono che loro non sono in grado di risolvere i problemi per tutti. E allora?

E allora è il popolo che ha il triste compito di risolvere o almeno di tentare di risolvere questa, insostenibile situazione.

Credo che qualcosa stia cominciando, si comincia a parlare di democrazia dal basso, sinceramente io qualche perplessità c’è l’ho, ma non ho dubbi che sia la strada da intraprendere.

Vi ricordate che all’inizio si parlava di un dono prezioso che possediamo, ebbene è il momento che vendiamo i gioielli di famiglia. E se a farsi carico del cambiamento, come tanto si dice è il popolo (democrazia dal basso) è il popolo che deve investire per prima.

Qui viene la parte più difficile.

Il popolo deve vendere e non svendere i propri DIRITTI. Come? In questo momento l’Italia non può mantenersi i cosiddetti diritti sul lavoro (e un discorso di coerenza, l’Italia non riesce a garantire, parte dei diritti fondamentali scritti solennemente nella Costituzione). L’imprenditore faccia il suo mestiere, lo Stato il suo. Abbiamo una magistratura che sul piano civile è in ritardo anni luce con altri paesi industrializzati. Qualsiasi controversia tra lavoratore e il suo datore avrà un attesa estenuante. Quindi se l’imprenditore vuole licenziare può farlo per qualsiasi motivo, deve però garantire al lavoratore un periodo di preavviso stabilito prima pagato, dopo entrerà in gioco lo Stato, che non lascerà a reddito zero un suo cittadino. Il come lo vedremo dopo.

Tra l’altro non si capisce perché ci si può stancare di una moglie ci si può stancare dei figli e basta che continui a mantenere loro un reddito non c’è problema.

Voglio precisare che non sono un imprenditore sono stato sempre un dipendente ed ho messo per prima i sacrifici della classe sociale più bistrattata, perché quando si ha voglia di imprimere un cambiamento bisogna mettersi in prima fila.

 

La ricchezza privata italiana sfiora i 9000 miliardi 4 volte e più il debito pubblico. Vi ricordate di sopra, “tutti abbiamo rosicchiato e spolpato, ognuno dalle proprie posizioni quel dono inestimabile che è la Costituzione usandola a suo uso e consumo, naturalmente più alte sono le posizioni nella piramide della società e più grandi sono le responsabilità acquisite”.

Questo è un dato della banca d’Italia e non di un povero: in Italia i 10 individui più ricchi posseggono una quantità di ricchezza che è all’incirca equivalente a quella di tre milioni di italiani poveri.

 

Ora se noi (popolo) riusciamo, prima di tutto a sedere nelle alte sfere delle istituzioni, riusciamo a far emergere le responsabilità dal punto di vista giuridico della classe dirigente, attuale e passata, (considerato che dal punto di vista reale sono sotto gli occhi di tutti), riusciamo a responsabilizzare le migliore figure della giurisprudenza italiana, potremmo togliere con una patrimoniale vera ed autentica il 10/12% di 5000 miliardi dei più ricchi d’Italia. Quale strumento potrebbe darci questa opportunità? La legge. La sentenza della corte costituzionale 311/2009 ha evidenziato che, se ricorrono ragioni imperative di interesse generale, una legge retroattiva può essere legittimata.

Il problema sta nel comprendere chiaramente quando ricorrono “ragioni imperative di interesse generale”.

Io faccio questa analisi, se il nostro paese, che come abbiamo detto prima fin dagli anni 60 faceva parte delle maggiori organizzazioni internazionali prima ancora della ricca Svizzera, non si è aggiornato ai tempi, non avendo ricchezza pubblica o non godendo di buona fama internazionale, tanto che questa crisi ci ha fatto scivolare agli ultimi posti di qualsiasi classifica internazionale. Se così è stato non può non esserci un evidente responsabilità di tutte le alte cariche che hanno guidato l’Italia negli ultimi 30/35 anni.

Il nostro è un paese ridotto all’immigrazione anche le figure che lo stato ha contribuito a istruire e formare, sono costretti ad andare fuori dall’Italia per lavorare, come accadeva dopo la seconda guerra mondiale, ma in quel caso qualcuno ci aveva prima invasi e poi liberati. Ai nostri giorni non c’è stata nessuna invasione con carri armati aeri o altro, ma se invasione silenziosa è avvenuta , è stata possibile grazie a quelle figure che hanno  aperto la porta dall’interno ad una elite finanziaria.

E a queste figure che gli italiani devono dedicare la loro concentrazione senza indulgenza, nei confronti di chi a portato nelle mani di pochi, ricchezze che appartenevano a tutti.

Se si riesce a dimostrare questo, l’Italia potrà riappropriarsi di un bene che sfiora i 5/600 miliardi. Certo mi pare logico che nessuno vorrebbe farsi togliersi di mano le proprie ricchezze.

Se è per questo neanche Berlusconi vorrebbe ridare mezzo miliardo di euro a De Benedetti, ma è bastato far emergere un reato (reale) e prima un giudice e dopo la corte di appello (che ha fatto un leggero sconto alla cifra di 750 milioni) sono riusciti a togliere  dalle mani, almeno giuridicamente, questa grossa cifra ad un imprenditore.

Alla fine qualcosa si deve fare per dare slancio agli italiani e si deve fare all’italiana usando il cervello e non la forza.

 


Nov 16, 2012 - opinioni    No Comments

Ricchezza in Italia

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BANCA D’ITALIA – RICCHEZZA E DISUGUAGLIANZA IN ITALIA. Giovanni D’Alessio, febbraio 2012.

Il lavoro, dopo aver illustrato l’andamento della ricchezza complessiva delle famiglie in Italia dal 1965 al 2010, esamina come i livelli di disuguaglianza della ricchezza si siano evoluti nel corso del tempo. Secondo la ricostruzione effettuata, la disuguaglianza nella ricchezza avrebbe interrotto il suo trend decrescente all’inizio degli anni novanta, per poi risalire su livelli più elevati alla fine del secolo, mantenendosi poi stabile negli anni a seguire.

Nel panorama internazionale, l’Italia non sembra caratterizzata da una disuguaglianza particolarmente elevata della ricchezza (a differenza di quanto invece si riscontra per il reddito). Il lavoro fornisce inoltre evidenza di come la distribuzione della ricchezza si sia modificata nel corso del tempo a favore delle famiglie composte da anziani e a sfavore di quelle composte da giovani. Il capitolo esamina infine il tema dell’origine della ricchezza (risparmio, doni ed eredità, e variazioni di valore dei beni posseduti); le evidenze disponibili sono discusse anche in relazione alle opinioni rilevate presso i cittadini con specifiche indagini statistiche.

In Italia i 10 individui più ricchi posseggono una quantità di ricchezza che è

all’incirca equivalente a quella dei 3 milioni di italiani più poveri [Cannari e D’Alessio

2006]; ciò esemplifica il divario che anche in un paese sviluppato come il nostro separa i

ricchi dai poveri. Mi sembra abbastanza chiaro il divario nella ricchezza italiana.

Contemporaneamente vorrei fare un osservazione nel momento in cui scrivo il debito pubblico pro-capite e di € 33.051 (ogni italiano ha questo debito).

Eccoci trasformati, da un paese con un forte divario in termine di ricchezza ad un paese con una perfetta uguaglianza in termini di debito.

La banca d’Italia spiega chiaramente questo concetto di disuguaglianza.

Nessuno delle grandi menti che abbiamo avuto e che continuiamo ad avere, tira fuori un idea in materia di sperequazione sociale lasciando contenti più persone possibili.

QUESTO E QUELLO CHE CI VUOLE NEL NOSTRO PAESE.

Nov 15, 2012 - Senza categoria    No Comments

La tecnologia può aiutarci nella raccolta differenziata?

Tecnologia e raccolta differenziata.jpg Alcuni mesi fa ho scritto ad una azienda multinazionale norvergese,leader mondiale nella vendita di macchiari per la raccolta differenziata. L’ email da me inviata è stata indirizzata ad un direttore generale della TOMRA, e solo dopo due giorni mi ha risposto, prima di tutto ringraziandomi per aver avuto interesse per la loro azienda e indicandomi una loro consessionaria esclusiva nell’Italia meridionale e precisamente in Campania, allegandomi addiruttura il numero di cellulare di un responsabile. Spesso ci capita di vedere su you tube video dedicati alla raccolta differenziata di bottiglie in pet o lattine. Parte di questi video arrivano dal “civilissimo” nord Europa riuscendo a stupire gli internauti. Da due settimane si sono svolti le elezioni in Sicilia ed il risultato che è venuto fuori da questa gara elettorale è: il Movimento 5 Stelle primo partito nell’isola. Allora mi dico, si è parlato tanto di rifiuti perché non provare a chiedere una mano alla tecnologia incentivando la buona volontà? Voglio dire che una commissione dell’assessorato regionale all’ambiente siciliano potrebbe consigliare (moral suasion) i grandi marchi di ipermercati nella regione ad attrezzarzi comprando questi strumenti che riciclano pet e lattine. Gli investitori in queste tecnologie potrebbero parzialmente abbattere i costi posizionando pannelli pubblicitari in questi macchinari di raccolta e poi potrebbero contare su maggiori afflussi di clienti che avrebbero la possibilità di avere piccoli sconti sulle bottiglie e lattine inserite negli appositi raccoglitori. Stesso discorso potrebbe essere fatto ai distributori di carburante, dove i clienti inserendo 20 – 30 bottiglie potrebbero avere un caffe gratuito o ogni tot di riciclo di lattine o bottiglie un litro di carburante. L’idea si potrebbe estendere ai stabilimenti balneari, ogni 5/6 lidi dovrebbero attrezzarsi di riciclatori di lattine o bottiglie. Anche gli stadi comunali dovrebbero attrezzarsi e fare sconti ai riciclatori sugli eventi sportivi. Naturalmente i proprietari dei raccoglitori rivenderebbero le lattine o la plastica ai consorzi addetti al riciclo. Noi in Sicilia siamo neanche al 10% di differenziata l’investimento di un po di milioni di euro potrebbe aiutarci ad entrare nell’ottica che l’immondizia conviene riciclarla. L’altra alternativa sarebbe crearne di meno.

Nov 15, 2012 - Senza categoria    No Comments

Reddito di Cittadinanza

RMG.pngCos’è un reddito di cittadinanza? Il reddito di cittadinanza, chiamato anche reddito minimo garantito è una forma di sostegno economico che fa parte di una visione politico-economica attuata nell’ Unione Europea. Viene anche configurato come uno strumento volto alla ridistribuzione della ricchezza.

Una proposta nobile e allo stesso tempo costosa, cambierebbe in modo epocale la storia dell’Italia, dandoci la possibilità di avvicinarci al modello sociale europeo e allontanarci dal modello statunitense.

Quanto costerebbe il reddito di cittadinanza? Da subito escluderei la cifra di 1000 euro al mese per due motivi, quello finanziario e poi ricordiamoci che in Italia molte persone lavorano per 800/900 euro al mese e non sarebbe giusto nei loro confronti. Parlo di 1000 euro perchè il Movimento 5 Stelle, il movimento fondato di Beppe Grillo, di queste cifre aveva parlato nella campagna elettorale in Sicilia. Ed infatti questi sono i numeri:  dalle ultime rilevazioni la Sicilia conta quasi 600.000 disoccupati se gli si mettessero in tasca 450 euro per 12 mensilita ci vorrebbe una copertura finanziaria di 3 miliardi e 240 milioni l’anno. A livello nazionale la copertura finanziaria salirebbe a 43 miliardi e 200 milioni l’anno. La Sicilia non è una regione ricchissima in termini di pil, fa meno della metà della Lombardia, ma è una regione a statuto speciale e alcuni articoli dello statuto siciliano fanno la ricchezza dell’isola. Conclusioni, trovare le risorse per istituire il reddito di cittadinanza (non sarà facile, ma bisogna avere chiaro che non si sta promuovendo niente di speciale, il reddito di cittadinanza esiste in tutta la l’Europa ad esclusione della Grecia e l’Italia, fonte : http://it.wikipedia.org/wiki/Reddito_di_cittadinanza). 

L’obbiettivo è di mantenere quello che il movimento 5 stelle ha detto nelle piazze siciliane e dire a tutto il paese che si può fare. Dimenticavo sottilineare, che i fruitori del reddito di cittadinanza, acquisirebbero il diritto dovere, di mettere a disposizione di tutta la comunità 20 ore mensili, che coordinati in maniera equa darebbero il via ad opere di pubblica utilità. Per fare un esempio: rimboschimento,cure allo spazio verde in città, pulizie straordinari delle nostre spiagge con vigilamento costante, liberare le città dalle pubblicità abusive, insomma tutto questo dovrebbe servire per arricchire qualitativamente i posti in cui viviamo, per presentarci nel miglior modo possibile a chi decide di conoscere le nostre zone. Personalmente credo che l’eventuale energia impiegata in questa nobile proposta, porterebbe il movimento 5 stelle al 50% di elettori alle prossime politiche.

Set 5, 2012 - sfoghi    No Comments

Lettera aperta al Ministro Elsa Fornero

images Fornero.jpg

 

Al ministro del lavoro

Elsa Fornero

 

 

Oggetto:http://www.youtube.com/watch?v=Q3h9U7TSlU8

 

Ministro Fornero min. 00:01 -00:30

 

Guardi, faccio una cosa molto semplice, prima della riforma, la nostra spesa sul prodotto interno, quindi su tutto quello che si produce nel paese, del valore di ciò che si produce nel paese, aveva un andamento sempre crescente, come una famiglia che si trovasse a spendere per la propria casa una frazione sempre crescente, ha senso? Non ha senso”.

 

Ministro Fornero min. 01:47 – 02:15

 

L’uso politico del sistema pensionistico è un dato largamente conosciuto: è stato fatto

per troppo tempo, ha portato a molti guasti dal punto di vista di quello che lei ha

chiamato spesa complessiva, troppa, perché promettere pensioni è un bel gesto e

certamente aumenta la popolarità di chi promette le pensioni; non la popolarità di chi

le taglia”.

 

Ministro Fornero min. 06:14 – 07:02

 

Non è che le leggi siano sacre, spesso le leggi creano dei guasti anziché creare dei percorsi virtuosi.

Ma noi non ci andiamo. Voi interpretate troppo facilmente le misure del Governo,

come misure “contro”. Io mi sforzo e questo veramente… Mi sforzo di far capire che

c’è molto “per”, molto “a favore” di quello che non vedete che è l’allontanamento dal

baratro: stavamo correndo un grosso rischio tutti e non è che anche i redditi medio bassi erano esenti da questo rischio. Aver ridotto fortemente questo rischio è qualcosa

che è “per” il Paese non è “contro”.

 

Ministro Fornero min. 07:54 – 09:46

 

Sì, sì, sì: è severa, non c’è dubbio che è severa. Però io vorrei che i telespettatori”.

Bravo, mi piace che lei dica questo. Lei dice “ricade sulla vita delle persone” e io dico:

è vero. Però non ci si domanda qual era l’alternativa; la vita delle famiglie avrebbe

potuto essere sconvolta anche assai più duramente di quanto non sia stata sconvolta

dalla riforma pensionistica perché, per esempio, il Governo si sarebbe potuto trovare

nell’impossibilità di pagarle le pensioni.

Ma io ci arrivo…Noi facevamo tutti un certo lavoro; siamo stati chiamati a far parte di

un governo tecnico, perché? Perché c’era un lavoro sgradevole da fare: non perché si

potevano distribuire caramelle, perché se si fosse trattato di distribuire caramelle,

beh, lo avrebbero fatto i politici di prima, non avevano bisogno di chiamare qualcuno

che stava prima a fare un altro lavoro. E questi guasti…

Il debito pubblico.. Spesso si, lo hanno fatto. Il debito pubblico. Noi abbiamo questo

debito pubblico non per caso: tutto frutto di leggi. Qualche volta erano semplicemente

miopi, qualche vota erano clientelari: belle e buone clientelari.

 

A questo punto vorrei chiarire due termini sopra citati:

 

  • Miope: Che ha scarsa capacità di vedere le cose nei loro possibili effetti e sviluppi, che manca di perspicacia, di lungimiranza, e sim.: avere un intelletto m. (o essere m.d’intelletto); governanti m.; agire da m.; estens., di ciò che rivela miopia intellettuale: mvisione di un problemapolitica miope.

 

 

  • Clientela/ri: Per analogia, complesso di seguaci e sostenitori di personaggi autorevoli o di famiglie potenti, e oggi più spec., in senso spreg., il seguito che esponenti politici si formano attraverso protezioni e favori di vario genere concessi in cambio dell’appoggio alle elezioni. 

Fonte: www.treccani.it

 

Ora signor ministro alla luce di quello che Lei ha detto nell’intervista allegata sopra, alcune considerazioni sorgono spontanee.

La prima considerazione, visto che nell’intervista centra spesso il termine pensioni con tutte le sue desinenze: io non so quanto si è risparmiato e quanto si risparmierà con la manovra sulle pensioni, però le chiedo, perché il governo con il sottosegretario Gianfranco Polillo ha dato parere negativo all’emendamento 6.07 presentato il 20/06/2012 in affari costituzionali della Camera dal parlamentare Guido Crosetto? Fonte: http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-6f294e04-9d12-409b-86b7-3f3d30aecfb6.html?refresh_ce

Sono quasi 100.000 le pensioni d’oro per una spesa complessiva di 13 miliardi di euro circa. Ora se per un attimo consideriamo che il sistema Italia, si sarebbe potuto trovare nell’impossibilità di pagarle queste mega pensioni, non si spiega il parere negativo del sottosegretario Polillo, che invece avrebbe dovuto fare tesoro della superficialità o malafede dei governi passati (oggi in buona parte al parlamento) e d’accordo con tutto il governo avrebbe dovuto portare alle camere la proposta del taglio delle pensioni d’oro e magari porre la fiducia, dando così la possibilità di trovare tanti soldini la dove c’è ne sono un po’ di più.

 

Visto che la leggi non sono sacre e invece di creare percorsi virtuosi, talvolta creano disuguaglianze allontanando il paese della democrazia, cosa avete pensato visto che non possiamo permetterci uno tra i poliziotti più pagati al mondo come Manganelli.

Come si è pensato e manovre severe o dure che siano non si capisce perché a partire del mese successivo alla manovra, lo stipendio di questo fortunato poliziotto non doveva diminuire di due terzi, rimanendo sempre tra i più pagati del globo.

 

Vogliamo parlare della legge che ha portato allo scudo fiscale?

Signor ministro la maggioranza che vi sostiene e la stessa che ha fatto un regalo a tutte quelle persone che sono riusciti a non far vedere i loro soldi accumulati come non ci è dato sapere e sono stati fatti rientrare pagando solo il 5%.

 

Io e la mia famiglia abbiamo pagato il 23% (credo) con un reddito complessivi di € 19.000,00

 

Lei ha pianto commuovendosi in diretta mentre illustrava la manovra con i relativi sacrifici che i cittadini dovranno fare, e perché li dovranno fare? Perché la maggioranza che vi sostiene (quindi voi avete accettato in qualche modo questo gioco politico)si è distratta sugli interessi dei più e riuscendo nell’ardua impresa :” essere forte con i più deboli e debole con i più forti”.

 

Voi come governo spalleggiati dai partiti avete regalato le commissioni alle banche, servendovi di atteggiamenti di cui non riesco a trovare neanche i termini.

 

Da alcuni nostri comportamenti non riusciamo a scappare, e con questi dobbiamo confrontarci specialmente quando rimaniamo soli con noi stessi.

 

Come si fa a togliere a chi ha di meno e dare a chi ha di più.

 

Personalmente sostengo che la vita di un uomo prende il suo significato, quando a fatto tutto per lasciare in eredità al suo prossimo un mondo migliore.

 

 

 

 

 

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