Apr 2, 2013 - Senza categoria    No Comments

Il buono e il cattivo

Tutti o quasi tutti conosciamo il “gioco” del poliziotto buono e quello cattivo. Classico metodo, che ha per obiettivo di far prendere una decisione all’interrogato, che nel momento della sua scelta, preferirà sicuramente la linea del buono.

Quindi due sole linee, ma un’unico interesse.

Mar 20, 2013 - Senza categoria    No Comments

Il debito e la ricchezza italiana

Il debito pubblico italiano al momento in cui scrivo, ha questa cifra 2.032.205.850.644 euro.

Poi c’è un’altra definizione, ed è debito pubblico pro capite, quello che ha ogni italiano neonati compresi, e ammonta a 33.745 euro.

C’è un’altro dato che volevo inserire, ed è la ricchezza privata degli italiani. La banca d’Italia, in un rapporto del 2012 “Ricchezza e disuguaglianza in Italia” di Giovanni D’Alessio, dice che, nel 2010 la ricchezza complessiva delle famiglie era pari a circa 8.638 miliardi di euro. Ci dice che la ricchezza di 10 ricconi italiani corrisponde a quella di tre milioni di poveri. 

Il 10% delle famiglie più ricche possiede oltre il 40% della ricchezza netta. In vent’anni (1987 – 2008) a pagare il prezzo maggiore sono state le famiglie operai che hanno registrato una caduta nei livelli di ricchezza media del 15%. Perdono qualcosa anche le famiglie dei liberi professionisti e imprenditori. La categoria che mette a segno un netto miglioramento dei livelli medi di ricchezza è quella dei pensionati. 

Possiamo dire che il debito pubblico è di tutti, ripartito in parti uguali. La ricchezza invece di chi con la sua capacità, in base alla società di appartenenza o alla propria rete di conoscenza è di chi l’ha accumulata.

Tra il 9 e il 10 luglio del 1992 l’allora governo Amato, prese il 6 per mille da ogni deposito bancario, prelievo forzoso che serviva per entrare nell’euro. Possiamo sintetizzare che l’entrata nell’euro in quel momento era vista come una grande opportunità per l’Italia, quindi si potrebbe anche parlare di “ragioni imperative di interesse generale”.

All’epoca ci fu molto scalpore per la decisione del governo Amato, ma come tutti sappiamo il tempo è la migliore medicina.

Il problema dal mio punto di vista non è il prelievo forzoso per un interesse generale, ma è il metodo e cioè il 6 per mille di tutti i depositi bancari. Quasi a non tenere conto dell’articolo 53 della Costituzione che recita “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”.

Ora qui siamo nel momento delle priorità. Considerato e prendendo atto che l’Italia negli ultimi trent’anni è stata mal governata, occore avere: un cambio radicale con poche regole semplici per i nostri politici e classe dirigente. Questo enorme debito pubblico, va ridimenzionato con una piccola patrimoniale, in virtù della capacità contributiva e della ricchezza accumulata. E trovare il modo per far rientrare in mano italiane il debito pubblico, a questo punto mi pare che queste sono anch’esse “ragioni imperative di interesse generale”. Quindi va fatto quello che c’è da fare, il tutto accompagnato da una nuova visione politica.



Mar 19, 2013 - Senza categoria    No Comments

Grillo ha ragione? In politica si è credibili?

Si è detto molto sulla politica.  Il politico si assume il compito della gestione del bene comune, in cambio di una buona remunerazione, di alcuni privilegi che a volte si protraggonno nel tempo ma godono anche della denominazione di Onorevoli.

Spesso  da noi “comuni mortali”, il politico viene visto come un super uomo, come qualcosa di irreale. La domanda è: siamo noi a mettere il politico su un piedistallo o siamo indotti dai media a questo tipo di visione?

Eppure basta avere memoria delle cose successe, scomporre ai minimi termini per riportare tutto alla più normale delle cose.

Non è vero che i politici hanno grosse responsabilità, o meglio e vero, ma poi basta lasciarsele scivolare addosso e non prendersi le proprie responsabilità. Le grosse responsabilità c’è li ha anche un elettricista o un carpentiere, in caso di errore, la responsabilità che si beccherà il primo è una dose di corrente elettrica nel corpo, il secondo cadrà di un ponte o si darà una martellata in un dito.

Bisogna ritornare alla normalità, il politico è importante tanto quanto lo è il ragioniere o l’operatore ecologico, basta convincersi, che l’uno non può fare a meno dell’altro. Queste sono le regole imprescindibili di una comunità.

Mar 14, 2013 - Senza categoria    No Comments

Grillo potrebbe dire il falso?

Nel blog di Grillo, alcuni post si riferiscono allo statuto del M5S e al perché Grillo non ne avesse parlato con i suoi lettori e elettori. A dare la notizia di ciò, a provveduto, la testata on line, huffington post diretta da Lucia Annunziata.

Ho voluto inserire questo video, per mostrare che Grillo già nel dicembre del 2012 parlava di essersi già attrezzato, da possibile regole che in qualche modo l’avrebbero visto fuori dalla competizione elettorale.

E leggittimo che ognuno di noi, viste le esperienze pregresse, non siamo fiduciosi e quindi anche nel progetto di Grillo.

Ma se, ripeto se si riuscisse, ad iniettare questa voglia di coinvolgimento nella politica da parte dei cittadini, io credo porterebbe un benessere generale. Naturalmente una parte di cittadini sono leggittimamente contrari a questa nuova visione della politica, perché si sentirebbero estromessi o cacciati dalla stanza dei bottoni, dove è ripasuto che farne parte, da grandi privilegi.

La mia non è una difesa incondizionata a Grillo, difendo solo quella verità all’interno delle informazioni a mio possesso, e poi contribuire che una speranza si tramuti in realtà mi sembra logico.

La domanda/consiglio per Grillo è: cosa bisogna fare adesso? perché non ci muoviamo per accorciare i tempi con delle proposte concrete (qualunque esse siano) visto il malessere del paese?

Mar 12, 2013 - Senza categoria    No Comments

Grillo,qualcosa l’aveva già detto

Grillo, le sinistre all’opposizione.mp4

Non è che la campagna elettorale sia cominciata nel 2008, ma quello che stava cominciando a nascere in quel periodo era un modo nuovo di concepire il bene comune. 

Naturalmente come tutte le cose nuove, all’inizio presentano le loro difficoltà.

Ascoltanto questi due passaggi, bisogna ammettere che qualcosa Grillo l’aveva intuito e quando si rivolgeva all’allora opposizione era abbastanza chiaro che voleva prendere le distanze da essa.

Mar 12, 2013 - Senza categoria    No Comments

1998 Cermis – 2012 I due marò

ap00006f5dcxw200h168c00.jpgIl 3 febbraio 1998  alle ore 15:13 un Grumman EA – 6B Prowler, aereo  militare statunitenze del Corpo dei Marines al comando del capitano Richard Ashby, decollato dalla base aerea di Aviano alle 14:36 durante un volo di addestramento, per una sfida di abilità nel pilotare, tranciò le funi del tronco inferiore della funivia del Cermis, in Val di Fiemme. La cabina, al cui interno si trovavano venti persone, precipitò da un’altezza di circa 150 metri schiantandosi al suolo dopo un volo di 7 secondi. Il velivolo, danneggiato all’ala e alla coda, fu comunque in grado di far ritorno alla base.

Nella strage morirono i 19 passeggeri e il manovratore, tutti cittadini di Stati europei: tre italiani, sette tedeschi , cinque belgi, due polacchi, due austriaci e un olandese.

Il processo contro Ashby fu celebrato a Camp Lejeurne nella Carolina del Nord. La Corte militare accertò che le mappe di bordo non segnalavano i cavi della funivia e che l’EA-6B stava volando più velocemente e a una quota molto minore di quanto permesso dalle norme militari. Le prescrizioni in vigore al tempo dell’incidente imponevano infatti un’altezza di volo di almeno 2000 piedi (609,6 m). Il pilota dichiarò che egli riteneva che l’altezza di volo minima fosse di 1000 piedi (304,8 m). Il cavo fu tranciato ad un’altezza di 360 piedi (110 m). Il pilota sostenne che l’altimetro dell’aereo era mal funzionante, e affermò di non essere stato a conoscenza delle restrizioni di velocità. Nel marzo del 1999 la giuria assolse Ashby, provocando l’indignazione dell’opinione pubblica italiana ed europea. Anche le accuse di omicidio colposo nei confronti di Schweitzer non ebbero seguito.

I due militari furono nuovamente giudicati dalla corte marziale USA per intralcio alla giustizia per aver distrutto un nastro video registrato durante il volo nel giorno della tragedia. Per tale capo d’accusa furono riconosciuti colpevoli nel maggio del 1999. Entrambi furono degradati e rimossi dal servizio. Il pilota fu inoltre condannato a sei mesi di detenzione, ma fu rilasciato dopo quattro mesi e mezzo per buona condotta.

Nel febbraio 2008 i due piloti hanno impugnato la sentenza e richiesto la revoca della radiazione con disonore, allo scopo di riavere i benefici finanziari spettanti ai militari; hanno anche affermato che, all’epoca del processo, accusa e difesa strinsero un patto segreto per far cadere l’accusa di omicidio colposo plurimo, ma di aver voluto mantenere l’accusa di intralcio alla giustizia «per soddisfare le pressioni che venivano dall’Italia». È comunque stato riconosciuto che l’aereo viaggiava a bassa quota e che la velocità era eccessiva considerati gli ostacoli presenti in zona. (Fonte Wikipedia)


maro.jpgE’ il 15 febbraio 2012 e la petroliera italiana Enrica Lexie viaggia al largo della costa del Kerala, India sud occidentale, in rotta verso l’Egitto. A bordo ci sono 34 persone, tra cui sei marò del Reggimento San Marco col compito di proteggere l’imbarcazione dagli assalti dei pirati, un rischio concreto lungo la rotta che passa per le acque della Somalia. Poco lontano, il peschereccio indiano St. Antony trasporta 11 persone.
Intorno alle 16:30 locali si verifica l’incidente: l’Enrica Lexie è convinta di essere sotto un attacco pirata, i marò sparano contro la St. Antony ed uccidono Ajesh Pinky (25 anni) e Selestian Valentine (45 anni), due membri dell’equipaggio.
La St. Antony riporta l’incidente alla guardia costiera del distretto di Kollam che subito contatta via radio l’Enrica Lexie, chiedendo se fosse stata coinvolta in un attacco pirata. Dall’Enrica Lexie confermano e viene chiesto loro di attraccare al porto di Kochi.
La Marina Italiana ordina ad Umberto Vitelli, capitano della Enrica Lexie, di non dirigersi verso il porto e di non far scendere a terra i militari italiani. Il capitano – che è un civile e risponde agli ordini dell’armatore, non dell’Esercito – asseconda invece le richieste delle autorità indiane. (Fonte wumingfoundation.com)

Per quanto riguarda il pilota americano si disse che si trattava di una prova di abilità, che purtroppo non superò.

Per i due marò, si trattava di personale militare della marina della Repubblica italiana, a bordo di una nave italiana con interessi privati.

In buona sostanza nessuno vorrebbe pagare i propri errori, e quando dietro ai presunti responsabili ci sono gli interessi, materiali o morali che siano, più grande ed importante è il paese che sta dietro e più piccole sono le probabilità che la giustizia sia integerrima.


Mar 9, 2013 - Senza categoria    No Comments

Le quote rosa

 Le quote rosa sono il vero maschilismo “consentito”. Secondo me stabilire le quote rosa per legge significa, che le donne nelle stanze dei bottoni non sono in grado di arrivarci e allora gli sta anche bene che si legiferi in tal senso. Dico questo perché adesso in questo campo tutte le donne (quasi) sono coalizzate e per via dei numeri sono d’accordo anche gli uomini (i numeri in politica significano consenso). Non dimentichiamoci che in Italia fino a qualche hanno fa si votavano le preferenze, se le donne fossero così tanto alleate tra di loro, quando in una lista compariva un nominativo femminile andava votato, anche per stabilire un concetto, ma così purtroppo non è andata. Se nel 1948 ai 574 seggi della camera sono andate 39 donne non è andato molto meglio 65 anni dopo (consederato l’emancipazione femminile), che con il porcellum su 630 seggi le donne sono state 136. Ho voluto parlare all’inizio di maschilismo consentito, perché sono sicuro che le donne in nome della parità non accetterebbero mai le quote rosa sui benzinai, gommisti, idraulici ecc. Personalmente sostengo che la donna è fondamentale per la nostra sopravvivenza, qui non si tratta di una dichiarazione di un personaggio noto o meno, ma parliamo di una verità conclamata dalla natura, che potrebbe dare lo spunto per ripartire, dalla saggezza umana.

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Mar 1, 2013 - Senza categoria    No Comments

L’analisi degli intellettuali

cane1.jpgContinuo a scrivere i miei pensieri, anche se nessuno o quasi li legge.

Detto questo, la cosa che mi stupisce e che nei programmi di politica più attesi, dove si spera che non siano di parte,sentiamo parlare di possibili soluzioni per la nostra Italia, tutti quelli che direttamente o indirettamente ci hanno accompagnato dove ci troviamo. Ma se veramente auspichiamo un cambiamento, la parola in materia di economia, deve essere data a chi di economia se ne intende per davvero. E chi si intende di economia? Senza dubbio l’esperto in materia è chi tutti i mesi deve far quadrare i conti in casa, in piccole aziende senza avere ne la volontà ne la possibilità di aumentare il proprio debito.

Invece viene sentita Anna Finocchiaro che nel 2008 ha perso in Sicilia in maniera eclatante senza fare nessuna retromarcia in politica; quando invece una commessa con un contratto precario, se non riesce a raggiungere il badget stabilito, anche se mel negozio non ci sono entrate, rischia seriamente il posto di lavoro. I diritti sono la spina dorsale dell’uomo, ma quando vengono detenuti solo da una piccola percentuale di persone e come se si fossero eletti ad una specie privilegiata. Pensa chi è tutelato dall’articolo 18 e giustamente vuole mantenere questo diritto, contemporaneamente la vicino c’è il lavoratore che in base la grandezza dell’azienda in cui è stato assunto non ha lo stesso diritto del suo vicino di casa, succede magari che tra di loro si parla di politica di come vorrebbero che fosse organizzato il loro paese, ma alla fine del discorso ognuno torna alle proprie case chi in compagnia del suo diritto e chi invece no.

Personalmente credo che lo Stato sia la moltiplicazione della prima cellula della società e cioè la famiglia. Ora facciamo conto che una famiglia quasi benestante mette al mondo un figlio e naturalmente quel ragazzo/a vive nell’agio della propria casa. Dopo 15 anni in quella famiglia le cose dal punto di vista economico peggiorano e nel frattempo la coppia ha avuto un secondo figlio. Se il primogenito aveva uno stile di vita che da 1 a 10 chiameremo 6 e al secondo genito possono garantire uno stile di vita (dalla stessa scala del primo) di 4, come si comporteranno i genitori? Lasceranno al primo i diritti acquisiti in precedenza o faranno la media e dal quel momento in poi daranno 5 per ogni figlio?

Nella famiglia però, oltre la saggezza regna l’amore in una grande comunità no! Se questa fosse una risposta, potrebbe essere un punto di partenza.


Feb 27, 2013 - Senza categoria    No Comments

Rifiuti

raccolta_differenziata_2.jpgCon maggiore forza il M5S si propone in forma attiva alle possibili individuazioni e soluzioni delle problematiche pubbliche. Fin dal 1997 in Italia c’è il decreto Ronchi, una legge basata su una nuova regolamentazione dei rifiuti.

E evidente che in Sicilia il problema rifiuti non e mai stato osservato con l’obbiettivo di creare nuove soluzioni.

Su You Tube, spesso si vedono macchinari che raccolgono lattine e bottiglie di plastica, principalmente nel nord Europa.

L’assessorato dell’ambiente Sicilia, potrebbe farsi carico di creare un tavolo con le grandi aziende della distribuzione di alimentari, carburanti  (ENI, ESSO, IP, AUCHAN, METRO, LIDL o altro) suggerendo l’acquisto di questi macchianari.

 Il cittadino ricorrendo all’uso di questi macchinari diventa parte attiva nella salvaguardia dell’ambiente e riceve  in cambio un piccolo contributo.

L’azienda che posiziona queste macchine nei loro spazi, da uno slancio alla propria immagine, aumenta l’affluenza della propria clientela, rivende il materiale riciclato registrandone un guadagno, ed infine può vendere i spazi pubblicitari creati all’interno dei macchinari.

Il comune ha una minore quantità di rifiuti da smaltire, ha più possibilità di raggiungere le quantità stabilite di raccolta differenziata e riceve i finanziamenti del CONAI per le campagne di comunicazione.

Per quanto riguarda i soldi pubblici dal bilancio si potrebbero estrapolare qualche milione di euro dal nostro bilancio ed individuare i siti dove eventualmente posizionare queste macchine (stadi comunali ecc.).

Io credo che con una grande energia e voglia di fare in materia di ambiente ed una piccola spesa da parte della regione Sicilia, si potrebbe cominciare ad educare il cittadino, facendo passare forte il messaggio: ” curare l’ambiente conviene sia dal punto di vista materiale che morale”.

Feb 21, 2013 - Senza categoria    No Comments

Si può

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Se il nostro pianeta è quello che e un motivo ci sarà. Capita che quando vedo l’ingiustizia nel mondo bambini,anziani,donne e uomini che non hanno da che sfamarsi mi viene di pensare al nuovo Vangelo, quando satana portò Gesù su un monte molto alto e disse: osserva questa e la ricchezza della terra te li darò insieme alla potenza se mi adorerai. E legittimo che qualcuno che non crede, pensa che queste siano favole. Io non ho le chiavi della verità, ma mi limito ad osservare e trarre delle conclusioni, nel mondo ci sono famiglie che tirano le file di molte faccende del nostro pianeta. Pensate i Rothschild i Rockefeller, bene, fate ricerche su questi personaggi e seguiti diversi punti di vista per trarre le vostre conclusioni.

Fatta la dovuta premessa, io non so se Beppe Grillo dica la verità o meno ma sono convinto che la grande maggioranza di quello che dice se lo si vuole e fattibile e sarebbe il volano vero di quello che chiamiamo economia.

In un grande paese come l’Italia il reddito civico, di disoccupazione è normale, pensate che alle politiche sociali vanno 100 miliardi di euro, abbiamo giustamente o ingiustamente obbedito alle indicazioni Europee per i problemi relativi al nostro abnorme debito pubblico, peccato che abbiamo dimenticato altre indicazioni, per esempio già nel 1996 e precisamente nella seduta del 3 maggio a Strasburgo è stata riveduta la carta sociale europea, dove i governi membri del consiglio d’Europa hanno convenuto di assicurare alle loro popolazioni i diritti sociali specificati in essa. L’articolo 30 della prima parte dice: “ Ogni persona ha diritto alla protezione dalla povertà e dall’emarginazione sociale”

Per approvvigionarsi di energia, fuori dai nostri confini l’Italia spende più di 40 miliardi. Fin dal 1997 l’Italia si è attrezzata di una legge cosi detta decreto Ronchi, che vanta di essere molto innovativa anche ai nostri giorni, c’è solo un problema è applicata dal 10 al 30%. Sprecando deliberatamente enormi risorse della cittadinanza.

In Italia abbiamo più di 7000 Km di coste e dovrebbero diventare risorse per tutte le classi sociali.

Siamo il museo all’aperto più grande al mondo e per questo dovremmo sfruttare al massimo queste risorse.

Il lavoro pensato come gli anni 60/70 è finito bisogna guadare un po’ più in là e cercare le risposte la dove ci sono.

Per concludere credo fermamente che un mondo migliore è possibile, quelli che dal punto di vista materiale hanno da perdere sono solo qualche migliaio, ma se nell’altro piatto della bilancia mettiamo che miliardi di persone avrebbero da guadagnare, ci accorgiamo che la strada è tutta in discesa.

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