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Ago 12, 2012 - Senza categoria    No Comments

COSA E SUCCESSO IN CENTO ANNI

Noi chiediamo l’abolizione del reddito ottenuto senza lavoro e senza fatica. Abolizione della schiavitù dei prestiti ad interesse.

Noi chiediamo che venga creata e conservata una sana classe media; che i grandi magazzini vengano subito collettivizzati ed affittati a basso prezzo a piccoli commercianti; che si aiutino tutti i piccoli commercianti mediante le forniture allo Stato

. Noi chiediamo la lotta a fondo contro coloro che esplicano attività dannose per l’interesse della comunità. Coloro che commettono delitti contro il popolo. gli usurai, i profittatori ecc. devono essere condannati a morte, senza distinzione di confessione o di casta.


NB Chi avrà chiesto questi punti?

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La casa di famiglia è una necessità imprescindibile per un popolo civile e al tempo stesso, una fonte di spese . 

 

le banche siano al servizio del popolo e vengano punite quando violano il principio dell’economia nazionale. In tale contesto ribadiamo la necessità di socializzare la Banca d’Italia. 

 

La prima casa, la proprietà agricola di famiglia, le imprese piccole e medie devono essere dichiarate elementi fondamentali dell’economia nazionale e in quanto tali, inalienabili e inespropriabili .

Tutti coloro che sono stati rovinati dal potere bancario e dalla eccessiva pressione fiscale o che rischiano di esserlo in futuro vengano protetti o reintegrati nel possesso della proprietà.

Le proprietà già espropriate devono essere restituite (fatte salve le giuste spese) come beni sottratti per mezzo dell’usura

 

una vera rivoluzione monetaria con la fine del signoraggio bancario che espropria il popolo e lo stato del loro denaro e crea inflazione continua, è possibile. Noi vogliamo per contro che il denaro venga dichiarato proprietà esclusiva del popolo che lo usa e gli attribuisce valore, cancellando così il debito pubblico attuale verso le banche di emissione e abbassando di conseguenza le tasse di circa il 50%. Noi chiediamo pertanto l’introduzione di una Moneta di Popolo esente da debito e signoraggio che affianchi da subito l’attuale moneta-debito.

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Tra l’altro in Italia dal 1942 al 46 furono stampate 917,7 milioni di Am-lire, per un peso di 758 tonnellate, che furono spedite in Italia in 23.698 casse. Il primo invio, 7 tonnellate di carta moneta, ebbe luogo il19 luglio 1943 su due aerei da carico; l’ultimo invio fu effettuato il 17 aprile 1945 ( NO PRESTITO) ma questa è altra storia

 

Tutti i biglietti riportano sul retro, in inglese, le quattro libertà sancite nella costituzione degli Stati Unitifreedom of speech (libertà di parola), freedom of religion (libertà di religione),freedom from want (libertà dal bisogno), freedom from fear (libertà dalla paura)

Dal 1946 cessarono di essere moneta di occupazione e si usarono insieme alle banconote normali, sino al 3 giugno 1950.

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Nell’aprile del 1927 in Italia  fu pubblicata la Carta del lavoro, uno dei documenti fondamentali del fascismo. Secondo il suo autore principale, Giuseppe Bottai, grazie a questa carta l’Italia si trovò ad essere il paese più avanzato del mondo nel campo della legislazione del lavoro. Con essa fu istituito il tribunale del lavoro, col compito di giudicare i conflitti fra capitale e lavoro al di fuori delle rivendicazioni violente di tutte le classi sociali, in quanto non tollerando lo Stato nessuna forma di giustizia privata, sia in campo civile che penale, questa sarebbe stata vietata anche sul luogo di lavoro (decisione in cui rientrano i divieti di scioperi e serrate del 1926).

Nel 1929 l’Italia subì relativamente poco, rispetto alle altre nazioni europee, gli effetti dellaGrande depressione, grazie al sistema bancario solido, all’economia protezionista e poco improntata agli scambi finanziari ed al commercio internazionale ed all’economia ancora principalmente improntata sul settore primario.[23] Comunque sia, nella contingenza internazionale, i prezzi diminuirono, la produzione rallentò e la disoccupazione salì dai 300.787 individui del 1929 a 1.018.953 nel 1933.[24]

Fu in questo frangente che il Fascismo operò una svolta economica in senso nazionale e protezionista: nazionalizzò le holding delle grandi banche, che avevano accumulato notevoli quantità di titoli industriali approfittando della crisi,[25] emise nuovi titoli per garantire un credito alle banche e si garantì il controllo dei prezzi in conformità con l’interesse nazionale.[26]

Vennero costituiti enti pubblici, tra i quali il più importante fu l’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) (1933). Questo andò a raccogliere tutte le partecipazioni statali in banche ed imprese private, divenendo proprietario delle maggiori banche italiane (tra cui il Banco di Roma, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia)[27], e del 20% dell’intero capitale azionario nazionale (detenendo tra l’altro la proprietà di AnsaldoIlvaCantieri Riuniti dell’Adriatico,SIPSMETerniEdison,…), tra cui il 75% della produzione di ghisa e il 90% dell’industriacantieristica navale.[23] Tanto che nel 1935 Mussolini si vantò del fatto che tre quarti delle imprese italiane dipendessero dallo Stato.[28] Una delle prime azioni in questo senso fu il salvataggio del complesso metallurgico Ansaldo con un finanziamento di 400 milioni di Lire.

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Sia chiaro: la moneta circola grazie alla pubblica fiducia e perché lo Stato sanziona con norme penali chiunque stampa ed immette in circolazione moneta falsa. Ne viene che la moneta circola grazie all’autorità dello Stato. E questo sarebbe il “signoraggio”, una delle manifestazioni della “sovranità” dello Stato. In Italia, poiché la “sovranità” è riposta nel “popolo”, è al “popolo sovrano” che dovrebbe essere riconosciuto il “signoraggio”, quella particolare potestà di stampare moneta ed immetterla in circolazione.

Questo in teoria e fino ad un certo punto. Fu così che si stabilì durante il Fascismo. Poi venne la guerra e la disfatta, ma la legge bancaria non cambiò. Dai “fascisti” si passò agli “antifascisti”, ma la legge bancaria non subì mutamenti. Solo che, dai 1990 in poi, subentrarono i “servitori delle banche” (gli Amato, i Ciampi, i Dini, i Prodi e Compagnia cantante): le banche di “diritto pubblico” furono vendute a privati. E furono vendute senza avere l’accortezza di stornare altrove le azioni della Banca d’Italia, in mano alle stesse. Con la conseguenza che la Banca d’Italia non è più del “popolo italiano”, ma di alcune banche private.

Io non so dove “ha studiato” Franceschini. (“Litighiamo pure tra maggioranza ed opposizione, ma lasciamo fuori la Banca d’Italia. Nessuno ne tocchi l’autonomia e la libertà”)Noto, però che, così dicendo, non rispetta i “fascisti”, ma non rispetta neppure gli “antifascisti”. E mi confermo che “quel giuramento davanti ai martiri ferraresi uccisi dai fascisti” fosse solo una “lugubre pagliacciata”. Era “legge fascista” che le principali banche italiane (a principiare dalla Banca d’Italia) fossero di “diritto pubblico”. Legge fascista che gli antifascisti lasciarono immutata. E tale restò fino al 1990. Furono i “servitori dei banchieri” a stravolgerla vendendo le banche ai privati. E, con le banche, anche le azioni della Banca d’Italia. Resta la domanda: con chi sta Franceschini, leader del PD? Non con i “fascisti”. Non con gli “antifascisti”. Che Franceschini stia coi banchieri?

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Strane faccende che ci portano in un momento difficile per l’Italia a fare:

• CACCIA F-35. L’Italia ha una commessa di 15 MILIARDI DI EURO per l’acquisto dagli Stati Uniti d’America di 135 caccia F-35 (costo unitario ben 124 milioni di euro!)

• EUROFIGHTER. L’Ultima trance del programma (già spesi 13 miliardi di euro) per il caccia Eurofighter costerà all’Italia 5 MILIARDI DI EURO.

• AEREI SENZA PILOTI: Il nostro governo intende acquistarne 8. Costo complessivo 1,3 MILIARDI DI EURO.

• ELICOTTERI. L’Italia sta acquistando 100 nuovi elicotteri militari NH-90: costo complessivo 4 MILIARDI DI EURO

• NAVI DA GUERRA. L’Italia ha acquistato 10 fregate ‘FREMM’ costo complessivo 5 MILIARDI DI EURO

• SOMMERGIBILI. Il nostro paese sta acquistando 2 sommergibili militari: costo 1 MILIARDO DI EURO.

• SISTEMI DIGITALI PER L’ESERCITO: Il progetto «Forza Nec» serve a dotare le forze di terra e da sbarco di un sistema di digitalizzazione. Solo la progettazione in atto costa 650 milioni. La stima di spesa complessiva è intorno a 12 MILIARDI DI EURO.

Solo con la scelta di tagliare i nuovi programmi per l’acquisto di armamenti si potrebbe arrivare ad un risparmio di spesa di circa 43,3 MILIARDI DI EURO. Quasi il doppio della cifra che il governo intende prelevare operando un vero e proprio DISASTRO SOCIALE e riducendo drasticamente il potere di acquisto delle famiglie a reddito medio basso, i servizi sociali e usando gli enti locali come un bancomat per il Ministero dell’Economia.

Ma non basta perchè a queste misure si aggiungono altre proposte per tagliare la SPESA pubblica e gli SPRECHI senza tagliare il benessere dei cittadini.

• SCUDO FISCALE: Portando l’aliquota dello scudo fiscale al 20% si possono recuperare altri 7 MILIARDI DI EURO.

• OPERE INUTILI: Tagliando le opere inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina, si possono risparmiare 8 MILIARDI DI EURO.

• OPEN SOURCE: Utilizzando software non proprietario nella Pubblica Amministrazione si possono risparmiare circa 400 euro per ogni computer: Complessivamente per tutta la PA si arriva a 3 MILIARDI DI EURO.

• SPRECHI E COSTI POLITICA: Tagliando il 70% delle ‘auto blu’ e con la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali e dei parlamentari con i relativi vitalizi in tutt’Italia si arriva a risparmiare 7 MILIARDI.

Tagliando opere inutili, facendo pagare il giusto a chi ha evaso il fisco portando capitali all’estero (Scudo Fiscale), riducendo seriamente i costi della politica si possono risparmiare altri 25 MILIARDI DI EURO.
     

IL TOTALE E’ SCONVOLGENTE: Con tutti questi MILIARDI non solo si potrebbero rimettere in sesto i conti pubblici senza sforbiciare i redditi delle classi medio- basse ma avremmo a disposizione ingenti risorse per rilanciare la nostra economia puntando sulla green economy (rinnovabili, efficienza, bonifiche, dissesto idrogeologico, mobilità pubblica), sulla ricerca sull’innovazione e sulla qualità dei servizi e della vita.

Ago 9, 2012 - Senza categoria    No Comments

L’ITALIA

 

 

L’Italia è composta di 20 regioni, 110 province e 8092 comuni. Nel nostro Paese ci sono comuni (Roma) di 2.761.477 abitanti e comuni (Padesina) di 34 abitanti.

 

L’Italia ha un debito pubblico che aumenta di 3.950 euro al secondo.

L’italia nell’ultimo censimento conta 60.813 316 (nov. 2011)

 

L’istruzione, almeno fino al 2009 era così argomentata:

   782.342…………………………ANALFABETI

 5.199.237………………………..PRIVI DI TITOLI DI STUDIO

13.686.021……………………….LICENZA ELEMENTARE

16.221.737……………………….LICENZA MEDIA

 

Questa è una fotografia indicativa sulla situazione italiana

L’Italia è il fanalino di coda in assoluto per i laureati in europa

Ora se il nostro paese fa parte dei 8 paesi più industrializzati al mondo (G8), vorra dire qualcosa.

Se consideriamo questa informazione vera, la nostra classe dirigente, avrà fatto degli errori, e come ha detto il ministro del lavoro Elsa Fornero (Report 25/03/2012) Il nostro debito pubblico non è li per caso, è frutto di leggi qualche volta semplicementi miopi, qualche volta sono stati frutto di leggi clientelari. (qualcuno ha ricevuto, a molti è stato tolto).

 

Credo è arrivato il momento di prenderci il maltolto.

 

P.S. Un seme è stato piantato

 

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